Lonciano: La Storia Vive tra “Torri, Battaglie e Colline Toscane
Lonciano non è solo un borgo. È una storia millenaria scritta sulla pendice meridionale di Monte Morello, a 495 m slm.
Il toponimo deriva da _Lonicius_, un antico fondo romano. Ma è nel Medioevo che Lonciano diventa leggenda.
Nel 1015 i Conti Calodingi donano “tre poderi in luogo UBI DICITUR LONTIANO ” ai Monaci Camaldolesi di Badia a Settimo. Iniziano i secoli della mezzadria. I monaci con i proventi dell’ agricoltura edificano la Chiesa di San Donato (1121)
Tra il XII e XIII secolo Lonciano si cinge di mura e Torri. È terra di frontiera tra Guelfi e Ghibellini.
Il Libro di Montaperti lo ricorda come feudo degli Alpisciani. E cita Compagno da Lonciano, eroe nella storica Battaglia di Montaperti del 1260.
Qui si respirava lotta, fede e potere.
Per secoli il borgo appartiene al Monastero femminile di Santa Maria a Quarto. Le monache lo governano con l’aiuto di notai che diventano famosi: Ser Albizzo da Lonciano, Burnetti da Lonciano. Si presume vivessero nell’attuale Villa Ancora, protetta da una tripla cerchia di mura.
Poi arrivano le grandi famiglie fiorentine: Pecori, Fioravanti, Della Tosa, Cambini.
Nel 1775 la Chiesa di San Donato crolla e viene abbandonata. Nel 1808 Napoleone sopprime gli ordini religiosi e le suore lasciano Lonciano per sempre.
Inizia il declino. Le Ville diventano fienili, il Molino trecentesco diventa stalla, la Torre ricovero per pecore. Lo storico Carocci scrive: _”case da signore ora ridotte in stalle”_.
Lonciano ha ritrovato adesso il suo fascino di borgo antico e accoglie ospiti provenienti da tutte le parti del mondo.